31La DMC-12 , meglio nota come DeLorean, la celebre auto usata come macchina del tempo nel film Ritorno al Futuro, sarà prodotta nuovamente e rilanciata nel mercato automobilistico americano grazie al decreto legge Low Volume Motor Vehicle Manufacturers Act emesso dal Congresso degli Stati Uniti solo un anno fa.

Per la prima volta non solo vengono tutelate le piccole società che si occupano della produzione limitata di auto classiche, ma grazie ad una clausola fondamentale del decreto si apre all’utilizzo di un motore moderno su di un auto classica con conseguente regolamentare permesso di circolazione. Uniche limitazioni: l’auto deve essere datata almeno 25 anni e deve rispettare le norme di emissioni stabilite. Una buona notizia per tutti gli appassionati di auto, che potranno ora rispolverare dal garage le loro auto vintage e utilizzarle su strada.

A giovarne, inoltre, sarà il mercato dell’artigianato dell’auto,da sempre condannato ad avere un pubblico elitario, dunque ristretto. Con questo decreto, però, si potrebbe avere un inversione di tendenza in un mercato dove l’attenzione per il dettaglio e la qualità viene messa al primo posto rispetto ad una produzione standardizzata. Questa riscoperta del valore della manodopera è tutt’altro che innovativa, ma individua un trend in crescita negli ultimi anni specialmente nel settore automobilistico, dove il design e il poter mettere sul mercato un prodotto unico e di qualità sta acquistando sempre più importanza. Un esempio è Horacio Pagani, proprietario dell’omonimo marchio, il quale ha aperto, in Argentina, una scuola dell’artigianato dell’auto che mischia arte e scienza insieme e che si prefigge l’obbiettivo di realizzare esemplari unici grazie alla manodopera.

Un progetto ambizioso, come quello lanciato da Officine Zip FabLab Padova, presentato in questi giorni alla Fiera di Padova e che si propone di unire tecniche innovative di design e di meccanica dell’auto ai più tradizionali metodi di manodopera, confermando questo sodalizio ritrovato tra arte e scienza, artigianale e digitale. Il futuro dell’automobile,dunque, potrebbe essere strettamente legato ad una riscoperta del passato.

Per la Delorean, quindi, si prospetta un futuro roseo. Entrata nella top ten di auto più famose del cinema (dalla Aston Martin di James Bond al Maggiolino “Herbie” ) grazie al film di Robert Zemeckis, la macchina tuttavia non riuscì mai davvero a decollare sul mercato automobilistico degli anni 80′, complice anche l’arresto per droga del suo proprietario e fondatore, che portò al fallimento della società.

Ma il nuovo rilancio dell’auto, rilevata nel 2007 dalla società texana DeLorean Motor Company, potrebbe portare ad esiti positivi, complici anche le voci, seppur infondate, riguardo un possibile remake del film che ha reso la DeLorean un marchio conosciuto in tutto il mondo. Prime stime parlano di una produzione di 50 veicoli l’anno per la modica cifra di 100.000 dollari già prenotabile sul sito web della società. Il design rimarrebbe quello distintivo della macchina mentre verrà sostituito il vecchio motore PRV V6 prodotto da Renault/Peugeot/Volvo con, secondo prime indiscrezioni, un motore Toyota.

Se l’operazione della DeLorean avesse successo, si potrebbe ben presto assistere ad un rilancio dei vecchi esemplari di auto, da sempre limitati alle sole opere di restauro, su un mercato, come quello americano, solitamente esclusiva dei grandi marchi automobilistici.

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Camilla Marotta
Studentessa laureata in Lingue, Letterature e Culture Moderne all'Università di Padova, dove ha coltivato la sua passione per la lingua inglese e russa. Avida lettrice, ama soprattutto i classici della letteratura, andare al cinema ed ha una passione smodata per il calcio a 5 femminile. Frequenta attualmente la magistrale in Editoria e giornalismo all'Università di Verona.