Oggi 9 gennaio si è spento a Leeds, all’età di 91 anni, Zygmunt Bauman, sociologo e filosofo polacco di origini ebraiche.

Bauman nato a Poznan nel 1925 è stato uno dei maggiori esponenti della filosofia e sociologia mondiale del ‘900. Emigrato dalla Polonia nel 1939 a causa dell’invasione nazista Bauman si trasferì con la famiglia in Russia, nella quale, abbracciata l’ideologia comunista si arruolò in un’unità militare sovietica per combattere l’esercito tedesco. Terminata la guerra studiò sociologia prima all’Università di Varsavia e successivamente alla London School of Economy.

A seguito dell’ondata di antisemitismo interno alla Polonia, che lo costrinse a emigrare nuovamente nel 1968, Bauman si diresse dapprima in Israele dove insegnò all’Università di Tel Aviv e successivamente in Inghilterra dove dal 1971 al 1990 insegnò Sociologia all’Università di Leeds. Durante il suo soggiorno inglese raggiunse fama mondiale per i suoi studi sulla connessione tra la Cultura della modernità e il Totalitarismo, ponendo l’accento sul Nazismo e sull’Olocausto.

Autore di più di sessanta opere Bauman è stato un filosofo molto prolifico durante la sua carriera, tra i suoi più grandi successi meritano una menzione speciale “Liquid Love” del 2003, “Liquid Life” del 2005, dove l’autore introduce il concetto di “Società Fluida”.

Bauman senza dubbio fu uno dei maggiori sociologhi del ‘900, lo dimostrano i numerosi riconoscimenti ricevuti durante la sua carriera come il “Premio Europeo Amalfi per la sociologia e le scienze sociali” del 1989 o il “Premio Theodor Adorno” del 1998, il filosofo inoltre ricevette nel 2015 la laurea ad honorem in lingue moderne, letterature e traduzione letteraria dall’Università degli Studi del Salento.

A pochi giorni dalla scomparsa di Tullio De Mauro ecco scomparire un altro grande interprete della Sociologia del ‘900, fortunatamente il loro pensiero e le loro idee rimarranno immortali nel tempo e serviranno da esempio per le future generazioni di sociologi.

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