L’accordo tra Alde e Movimento 5 Stelle è saltato. L’alleanza, che aveva visto l’iniziale passaggio degli eurodeputati del M5S dall’EFDD (Europe of Freedom and Direct Democracy) all’Alde (l’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa) ha visto un nulla di fatto.

La notizia è stata rilanciata su Twitter da giornalisti ed europarlamentari, i quali dopo le prime indiscrezioni hanno ribattuto le affermazioni del leader Guy Verhofstadt, che ha constatato di non avere il sostegno necessario ad accogliere i grillini all’interno del suo gruppo. «Sono giunto alla conclusione che non ci sono abbastanza garanzie per proseguire un percorso comune per riformare l’Europa», ha dichiarato in una nota ufficiale Verhofstadt.

Si chiude per tale motivo, prima di nascere, la nuova alleanza al Parlamento europeo. Alleanza che proprio oggi i militanti del M5S avevano deciso di approvare. Una scelta che aveva destato non poche polemiche e interrogativi nell’opinione pubblica, dimostrando ai più (a prescindere dal fatto che l’accordo sia ora saltato o meno) il volto “liberal” del Movimento Cinque Stelle.

Un volto a tratti nuovo, in chiaro-scuro, in grado di far emergere tutte le contraddizioni del proprio leader Beppe Grillo. E che la cosa sia andata in porto o no non ha più importanza. Perché le decisioni intraprese dal Movimento restano pur sempre tali e su ciò occorrerà riflettere.

La colpa ora, ricade però contro “l’establishment”, “che ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo” poiché “tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi”, afferma il leader dei Cinque Stelle Beppe Grillo. 

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