“La delega alle Province di Bolzano e Trento delle funzioni sulle agenzie fiscali, della quale si apprende dai media locali, si è ripreso a dialogare con lo Stato, rappresenta un argomento di estrema delicatezza, che va affrontato e ragionato attraverso un percorso di analisi accurato”, con queste parole Giacomo Bezzi affronta la questione inerente la possibilità da parte della Provincia Autonoma di Trento di controllare l’Agenzia delle Entrate.

Per Bezzi si tratta di una fretta che rischia di essere dannosa anche perché il confronto tecnico sul piano giuridico con i Ministeri, normalmente porta le norme in una condizione di maggiore equilibrio e quindi di maggiore garanzia per tutti i cittadini.

Se il dibattito si sposterà solo sul piano del “ricatto politico”, visto che al Senato i voti per il Governo non sono molti, per Bezzi vi è davvero il rischio di mettere nelle sole mani dell’esecutivo e quindi di una parte politica la gestione di una materia fra le più delicate e sensibili.

L’esponente di Forza Italia  afferma: “Il rischio è di perdere la garanzia di equità nella materia dell’accertamento fiscale, condizione verificatasi in materia scolastica dove, sembrerebbe che a seguito di irregolarità durante le assegnazioni degli incarichi delle cattedre ai docenti, siano stati commissariati gli uffici scolastici trentini. La Provincia di Trento, ad oggi, ha riconosciuta per Statuto la competenza più importante, quella di poter ridurre le aliquote relativamente ai tributi erariali o introdurre esenzioni o detrazioni aggiuntive a quelle dello Stato, questo finora non è mai avvenuto, anzi è stata introdotta una nuova tassazione con la tassa di soggiorno!”

Bezzi ritiene che poco importa al cittadino/contribuente, se il dipendente dell’Agenzia delle entrate sia un dipendente dello Stato o della Provincia, quello che importa – a suo avviso – è che venga ridotta la tassazione fiscale che ormai non è più sopportabile e che è la causa prima della crisi occupazionale nel Paese, come nella Provincia, che non brilla certo per possibilità di occupazione, stante che la prima impresa del Trentino è il Progettone.

Bezzi poi afferma che: “Il pericolo reale è quello di un controllo politico nella materia dell’accertamento fiscale che non è certo una preoccupazione democratica di poco conto. Altra preoccupazione è quella dell’accesso al posto di lavoro, fino ad oggi lo Stato garantisce l’accesso mediante concorso, la Provincia negli ultimi quindici anni ha sostanzialmente annullato i concorsi e le assunzioni avvengono spesso al di fuori delle regole che presidiano l’accesso al pubblico impiego”.

Le preoccupazioni non mancano ed inoltre, sarebbe utile comprendere se i cittadini trentini per buon esercizio dell’autonomia hanno chiesto questi passaggi di competenze o se invece la loro richiesta esplicita, era quella di maggiore responsabilità e oculatezza nella gestione della risorsa pubblica (che sono le nostre tasse), maggiore trasparenza nell’accesso al pubblico impiego, diminuzione della tassazione in tutte le forme rese possibili ad oggi dallo Statuto e, possibilmente, la garanzia di accesso “ai servi primari per i nostri cittadini SENZA valutazione ICEF che invece ora è stata adottata anche per i servizi essenziali da erogare alle persone anziane”.

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