Grillo fa marcia indietro dopo il tentativo fallito di passare all’Alde. Il leader inglese Nigel Farage in merito si è pronunciato affermando che “dopotutto i matrimoni finiscono ma si possono anche ristabilire, sempre se chi ha tradito paga”.

E il prezzo da pagare appare subito chiaro, perché a dettare le condizioni ora sarà proprio il leader dell’Ukip. Dopotutto, dopo il tentativo di lasciare il gruppo Efdd, i Cinque Stelle hanno mostrato il loro volto “liberal” e contraddittorio: non proprio euroscettico così come si erano dichiarati di essere.

Ora il Movimento rimarrà nel gruppo Efdd (senza non poche polemiche interne di quest’ultimi), il quale si guarderà bene le spalle dalle future decisioni intraprese sui programmi europei. E il risultato, non proprio premiante per i grilli, costa caro a Beppe Grillo.

Se da un lato i grillini hanno preferito rimanere a fianco di Farage, (probabilmente per non perdere i finanziamenti e i diritti concessi ai grandi gruppi) senza quindi confluire nei “non iscritti”, dall’altro lato pagheranno lo scotto. Il primo a pagare a caro prezzo è l’eurodeputato grillino Fabio Massimo Castaldo, che non sarà più il candidato Efdd per il vice presidente del Parlamento europeo.

Una dichiarazione chiara, che fa già intuire molto sull’andamento delle decisioni interne al gruppo europarlamentare. “Chi ha tradito paga”, così sia : questo dovrebbero ricordarlo i 17 europarlamentari che proprio grazie all’Efdd hanno ricoperto un ruolo certamente importante all’interno di diverse commissioni parlamentari e che, da non iscritti, avrebbero dovuto abbandonare. Tra le altre cose.

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