Riccardo Fraccaro discute in Parlamento il caso della chiusura della scuola di Soraga

Primo passaggio a Montecitorio per il disegno di legge costituzionale sui ladini e con l’approvazione dell’emendamento a prima firma del deputato M5S Riccardo Fraccaro la tutela della minoranza linguistica ladina nello Statuto di Autonomia è stata estesa anche a livello regionale (qui il resoconto integrale della seduta).

«Gli emendamenti che abbiamo presentato miravano a colmare e correggere alcuni vuoti della proposta di legge, in primo luogo con lo scopo di assicurare la tutela e la valorizzazione della minoranza linguistica ladina anche a livello regionale e nella provincia autonoma di Trento» spiega Fraccaro, che aggiunge: «In sede di votazione mi sono astenuto, ma sono soddisfatto che sia stata accolta la nostra proposta, che rende possibile svolgere sessioni straordinarie riguardanti i diritti della minoranza linguistica ladina, del gruppo linguistico dei mocheni e del gruppo linguistico dei cimbri. Possibilità che è stata estesa sia al consiglio regionale che ai consigli provinciali di Trento e di Bolzano».

In Aula il portavoce Fraccaro ha, inoltre, perorato la causa della scuola ladina di Soraga, portandola, dopo due interrogazioni, di nuovo all’attenzione del Parlamento: «Uno dei nostri emendamenti, purtroppo, respinto, prevedeva di dare valore costituzionale all’Autorità per le minoranze linguistiche, istituita nel 2008 dalla Provincia di Trento. In Aula ho spiegato che è necessario affermare e rafforzare il ruolo dell’Autorità, attribuendole funzioni e poteri effettivi per la difesa e la tutela dei diritti delle minoranze linguistiche. Sono tornato a sollevare il caso della scuola ladina di Soraga, chiusa lo scorso anno dalla Provincia perché non raggiungeva il numero minimo di 40 iscritti fissato dalla Giunta provinciale. L’Autorità aveva espresso parere negativo alla chiusura e aveva ribadito l’importanza e l’efficacia di questa scuola ladina. Ma la giunta provinciale di Trento e il Governo hanno completamente ignorato il parere. È paradossale che sia prevista dalla legge un’Autorità specifica per vigilare sui diritti delle minoranze linguistiche, ma non gli strumenti per garantire piena e concreta operatività alla stessa! Il nostro emendamento è stato respinto, ma continueremo a batterci perché vengano garantiti i principi costituzionali e le norme statutarie che tutelano le minoranze linguistiche, con particolare riferimento agli insegnamenti della lingua ladina nelle scuole della provincia».

Commenti

commenti

CONDIVIDI