E’ vero che Casaleggio jr sembra essere solo una copia sbiadita del padre, ma la “follia” europea dei 5 stelle potrebbe essere stata meno folle di quanto appaia. Innanzi tutto ha cancellato, per qualche giorno, i problemi del sindaco di Roma. E non è poco. In secondo luogo ha offerto al Movimento l’opportunità di testare la fedeltà non solo dei militanti ma anche degli elettori. E se hai una base fedele, puoi permetterti qualsiasi giochino politico. D’altronde le alternative a Grillo continuano a mancare. Alternative vere, ovviamente. I 5 stelle sono trasversali, ma a sinistra hanno una concorrenza inesistente da parte di quello che resta dei fallimentari tentativi di Sel, dei seguaci di Tsipras, dei desaparecidos Fassina e Civati. Ma non è che a destra la situazione sia molto diversa. La Lega di Salvini ha fatto il pieno di elettori potenzialmente attratti dagli slogan del leader.

Fdi non riesce a superare il limite del fascino borgataro. Con un maggiore impegno a quanto potrebbe salire l’alleanza tra Lega e Fdi, magari con l’aggiunta di frange di Forza Italia a partire da Toti? Al 20%? Al 22%? Un risultato probabilmente eccessivo, ma anche se fosse risulterebbe del tutto inutile per andare a governare. Esclusi da un eventuale ballottaggio, esclusi da intese di governo nelle quali le destre potrebbero davvero incidere. Condannate ad un ruolo subalterno o all’autoreferenzialità. Anche con un sistema elettorale proporzionale le intese sarebbero in condizione di inferiorità. Proprio come in passato, quando An non è stata assolutamente in grado di incidere al di là di aver garantito ai propri caporali di giornata la nomina a colonnelli con incarichi di governo ma senza idee e strategia. Se le destre vogliono governare, se vogliono incidere, devono ampliare la base dei consensi. Devono allargare il proprio orizzonte, devono avanzare proposte in grado di ribaltare il tavolo.

I 5 stelle hanno avuto successo proponendo modelli alternativi di società. Che possono piacere o meno, che possono essere credibili o anche no. Ma che sono comunque alternativi. Le promesse grilline in termini di energia sono superficiali? Forse sì, ma almeno esistono. L’informazione sui siti del movimento è sicuramente di parte ed anche limitata, ma esiste. Casaleggio senior ha investito sul progetto. Le destre risparmiano perché troppo impegnate a difendere la cassa della fondazione di An o perché non hanno la minima idea di come utilizzare la comunicazione visto che hanno poco da comunicare. E’ facile criticare il governo che non investe quando i primi a non investire sono i partiti che rivolgono le critiche.

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Augusto Grandi
è un giornalista e scrittore italiano. Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 Ore, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. È autore di "Un Galeone tra i monti" (pubblicato nel 2002 dall’Editore Musumeci), "Sistema Torino" (2002, Dario Musso Editore), "Sistema Piemonte" (Intergrafica), "Baci e bastonate" (2007, Edizioni Angolo Manzoni) e ha collaborato ai volumi "Monferrato" (1998), "Piemonte terra di emozioni, terra di golf" (2002), "Piemonte frontiere" (Label, 2004) e "Il Toro siamo noi" (2006). Nel mese di marzo 2008 è uscito, "Lassù i primi. La montagna che vince", pubblicato da Daniela Piazza Editore, un saggio sulle popolazioni alpine che intreccia valutazioni di taglio economico, sociologico e culturale. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e il premio "Giornalista solidarietà". Nel 2008 è stato premiato per la sua attività giornalistica dal "Museo del Gusto" di Frossasco e ha ottenuto il Premio GrinzaneMontagna per il saggio "Lassù i primi". Sempre nel 2008 ha ottenuto l'Anguillarino d'Argento per "Baci e bastonate" ed ha vinto il Premio Acqui Ambiente per il saggio "Lassù i primi". Nel dicembre del 2009, sempre per Daniela Piazza Editore, è uscito "Razz. Politici d'azzardo", un romanzo ambientato nel sottobosco della politica italiana. Nel 2010 gli sono stati assegnati il premio alla carriera "Officina delle idee" della Città di Rivarolo Canavese (Torino) e il premio alla carriera "Polesani nel mondo". Nel 2011, in coppia con Teresa Alquati, ha firmato "Eroi e cialtroni: 150 anni di controstoria", pubblicato da Politeia, nel quale si analizza in chiave critica la storia economica dell'Italia dall'unità a oggi. Nel 2012 ha pubblicato, con Daniele Lazzeri ed Andrea Marcigliano, "Il Grigiocrate, Mario Monti nell'era dei mediocri", per le edizioni Fuori Onda. È membro della giuria del "Premio Acqui Storia" 2011 nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio. Nel 2011 ha partecipato a due volumi collettivi: "Altri Risorgimenti", antologia ucronica curata da Gianfranco de Turris e pubblicata da Bietti Edizioni, una specie di controstoria ipotetica del risorgimento italiano; e "La profondità strategica turca nel pensiero di Ahmet Davutoglu", testo edito dal centro studi Vox Populi, per il quale ha collaborato alla realizzazione del volume collettivo "Oltre Lepanto".