Di Maio è reintervenuto sulla vicenda romeni in Italia. Lo ha fatto con un post su facebook nel quale ha affermato che: “il 40% dei ricercati con mandato internazionale emesso da Bucarest si trova in Italia” Non lo dico io, lo disse nel 2009 l’allora ministro romeno della Giustizia Catalin Predoiu, dato confermato l’altro giorno a SUM #01 dal procuratore di Messina Ardita. Motivo per cui non ho nessun motivo oggettivo di mettere in dubbio questa affermazione.

Il Vicepresidente della Camera ha poi affermato che Ardita recentemente abbia detto: “4 rumeni su 10 hanno scelto il nostro Paese come luogo nel quale delinquere e questo è un problema importante che riguarda la giustizia”.

Di Maio non ha fatto altro che ascoltare il problema e come rappresentante dei cittadini si sono posto il problema. La sua soluzione è che il nostro paese deve attirare persone oneste, non criminali. “Ho denunciato – afferma Di Maio – questa situazione affinché la politica affronti il problema e vengano prese serie contromisure per far diventare l’Italia un luogo in cui i criminali NON vogliono andare. Ho anche messo in evidenza, e lo ribadisco, che siccome la nostra Giustizia è inefficiente, i nostri imprenditori vanno in Paesi dove funziona meglio: come la Romania”.

Infine Di Maio invita gli italiani a imparare dai rumeni: “scoraggiano i delinquenti e attirano le imprese. È quello che voglio per il nostro Paese. Abbiamo bisogno di una giustizia rapida, efficiente ed efficace che scoraggi chi vuole delinquere e aiuti chi vuole investire”.

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Giorgio Cegnolli
Sono il lato oscuro di chi vuole verità. Amo essere polemico e parlare senza peli sulla lingua