“L’ex Alimarket è assieme a piazza Stazione a Bolzano l’emblema del fallimento della politica della cosiddetta accoglienza a livello provinciale. I cittadini di Bolzano chiedono con forza l’immediato smantellamento di questi pericolosi focolai di violenza, che scaturisce dalla ostinata volontà da parte della Provincia di non accettare lo smistamento delle quote di richiedenti asilo assegnate all’Alto Adige: fra tutti i comuni e non solo in pochi di essi, e fra questi il capoluogo che ormai rischia di essere prossimo al raggiungimento della soglia di rigetto a causa dei continui episodi di violenza, conseguenza di una concentrazione pericolosa di persone fra cui si mischiano personalità a rischio”.

Con queste parole, in una nota stampa ufficiale, ha esordito Alessandro Urzì, l’Alto Adige nel Cuore, che ha proseguito:

“Si continua invece a fare finta di non capire e vedere. Nel corso delle giornate intere zone di Bolzano sono ormai pressochè abbandonate alla gestione criminale da parte di bande organizzate composte in parte da richiedenti asilo che hanno trasformato i giardini un tempo orgoglio della città in accampamenti a cielo aperto, e angoli un tempo caratteristici in banlieue evitate dai bolzanini”.

Aggiungendo poi: “Gli atti di violenza pazzeschi (si ricordano le risse e gli accoltellamenti in piazza Stazione o nelle gallerie pedonali della città, l’assalto al posto di polizia della stazione ferroviaria, le rapine in pieno giorno) fanno crescere l’indice di rifiuto generalizzato da parte dei cittadini verso ogni tipo di immigrazione, anche quella legata alle esigenze umanitarie. La responsabilità è di chi fa finta di non vedere, accetta, non pretende ordine, non lo impone, e soprattutto dalla politica miope della Provincia che ha tenacemente evitato di affrontare la richiesta posta decine di volte di pretendere la distribuzione del contingente di richiedenti asilo in tutti (proprio tutti) i paesi dell’Alto Adige e non solo a Bolzano, in un capoluogo ormai divenuto una micidiale bomba a orologeria per la tensione innescata dai continui atti di violenza potenziati dal colpevole silenzio della Provincia verso il Governo, la prima causa del disastro cui stiamo assistendo”.

Concludendo infine: “La Provincia deve attivare una azione energica di protesta verso il governo e la sua latitanza interrompendo le moine con le quali si cerca di mantenere relazioni cordiali per il rilascio di competenze in cambio di un appoggio incondizionato al Governo e tutto ciò mentre intanto tutto il sistema sociale rischia di essere travolto da una emergenza che si continua a volere fingere di ignorare. Forse vista da Fiè e Falzes comprendiamo che l’emergenza non sia percepita come tale, per questo chiediamo che tutti i comuni facciano ora la loro parte senza più scaricabarile vergognosi e colpevoli rinvii”.

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