Macron, il candidato dell’Iperclasse che i sondaggi continuano a presentare come il prossimo Presidente di Francia, questo fine settimana, in un comizio in Isère, ha detto “Sono favorevole a che si costruiscano nuovi modelli di governance. Questi nuovi modelli potranno essere messi in piedi per iniziativa degli stessi attori e assicureranno una maggiore elasticità”. La frase era così incomprensibile che lo stesso Macron ha confessato “non so cosa voglia dire, ho letto quello che mi hanno scritto”. 

In Francia la situazione politica è piuttosto fragile e frastagliata. Perfino Jean-Luc Mélenchon, candidato per i comunisti francesi e dato in partenza al quarto posto, potrebbe contendere l’Eliseo alla Le Pen o a Macron. Ma non è detto che nella partita, all’ultimo momento, non rientri quello che doveva essere il trionfatore poi scivolato su rovinose bucce di banane: François Fillon.

Intanto la campagna elettorale di Macron è tutta in mano del suo geniale spin doctor e social media manager. Alle 5 di mattina, quando un’alba timida avvolge i pazzeschi ingorghi di camion, che bloccano gli accessi a Rungis, Emmanuel Macron, il più giovane candidato alle presidenziali, arriva al padiglione “frattaglie” del mercato all’ingrosso di prodotti freschi più grande del mondo. Sorridente ed educato, ha già twittato sul suo conto: “Con la Francia che si sveglia presto”. Gesti fondamentali che possono insidiare una Le Pen in crisi. L’ascesa del Front National potrebbe subire una battuta d’arresto poiché il rischio è che quella di Marine possa essere solo una vittoria di Pirro. Il sistema politico francese si regge su un semi-presidenzialismo che da ampi poteri agli organi legislativi. La sola vittoria di Le Pen alle presidenziali porterebbe Marine solo a firmare le leggi o a presenziare i vari vertici internazionali. Il potere, quindi, rimarrebbe nelle mani delle altre forze politiche.

Quindi ampio spazio a Macron e al suo spin doctor che cita Guzzanti: “Io voglio che ognuno abbia, in un momento della sua vita, l’occasione di avere un’altra occasione”.

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Giorgio Cegnolli
Sono il lato oscuro di chi vuole verità. Amo essere polemico e parlare senza peli sulla lingua