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Siamo governati da complottisti. Improvvisamente tra gli uomini e le donne del governo ha iniziato a serpeggiare un dubbio: e se dietro gli sbarchi in costante aumento dei migranti ci fosse una regia? E se le ong che vanno a recuperare gli aspiranti migranti direttamente sulle spiagge libiche non lo facessero solo per scopi umanitari? Il dubbio pare aver contagiato persino il bugiardissimo. Non monsu Bergoglio, ancora impegnato nel piazzare schiavi in ogni parte d’Europa tranne che nei possedimenti vaticani. Ma il governo si interroga. E ipotizza di creare un tavolo per discutere sull’eventuale necessità di una commissione di inchiesta che, magari, potrebbe provare ad analizzare i flussi e gli interessi nascosti dietro queste operazioni. Nei mesi scorsi era stato un ragazzo italiano, pagando di tasca propria un apposito meccanismo, a svelare l’arcano delle navi che compiono sempre lo stesso percorso e che non salvano i naufraghi ma recuperano i passeggeri direttamente in Libia. Solo a quel punto, di fronte allo svelamento del giochino, il governo ha iniziato a far finta di porsi delle domande. Per le risposte non è ancora arrivato il momento, ovviamente. E degli interventi proprio non si parla. Ne parlano, invece, gli austriaci che minacciano di mettere controlli al Brennero qualora l’Italia continuasse a voler essere l’approdo indisturbato per chiunque voglia essere mantenuto dai contribuenti italiani ed europei. Magari, lontano nel tempo come cantava Tenco, il governo proverà anche ad interrogarsi sul perché gli italiani che vivono al di sotto della soglia di povertà sono raddoppiati negli ultimi 7 anni. Magari, lontano nel mondo, il governo proverà ad interrogarsi sui disastri sociali che deriverebbero dalla reintroduzione della tassa sulla prima casa, come richiesto dai criminali del Fmi. Ma è inutile illudersi sul fatto che questo governo abbia voglia di fornire qualche risposta a tutte queste domande.

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Augusto Grandi
è un giornalista e scrittore italiano. Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 Ore, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. È autore di "Un Galeone tra i monti" (pubblicato nel 2002 dall’Editore Musumeci), "Sistema Torino" (2002, Dario Musso Editore), "Sistema Piemonte" (Intergrafica), "Baci e bastonate" (2007, Edizioni Angolo Manzoni) e ha collaborato ai volumi "Monferrato" (1998), "Piemonte terra di emozioni, terra di golf" (2002), "Piemonte frontiere" (Label, 2004) e "Il Toro siamo noi" (2006). Nel mese di marzo 2008 è uscito, "Lassù i primi. La montagna che vince", pubblicato da Daniela Piazza Editore, un saggio sulle popolazioni alpine che intreccia valutazioni di taglio economico, sociologico e culturale. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e il premio "Giornalista solidarietà". Nel 2008 è stato premiato per la sua attività giornalistica dal "Museo del Gusto" di Frossasco e ha ottenuto il Premio GrinzaneMontagna per il saggio "Lassù i primi". Sempre nel 2008 ha ottenuto l'Anguillarino d'Argento per "Baci e bastonate" ed ha vinto il Premio Acqui Ambiente per il saggio "Lassù i primi". Nel dicembre del 2009, sempre per Daniela Piazza Editore, è uscito "Razz. Politici d'azzardo", un romanzo ambientato nel sottobosco della politica italiana. Nel 2010 gli sono stati assegnati il premio alla carriera "Officina delle idee" della Città di Rivarolo Canavese (Torino) e il premio alla carriera "Polesani nel mondo". Nel 2011, in coppia con Teresa Alquati, ha firmato "Eroi e cialtroni: 150 anni di controstoria", pubblicato da Politeia, nel quale si analizza in chiave critica la storia economica dell'Italia dall'unità a oggi. Nel 2012 ha pubblicato, con Daniele Lazzeri ed Andrea Marcigliano, "Il Grigiocrate, Mario Monti nell'era dei mediocri", per le edizioni Fuori Onda. È membro della giuria del "Premio Acqui Storia" 2011 nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio. Nel 2011 ha partecipato a due volumi collettivi: "Altri Risorgimenti", antologia ucronica curata da Gianfranco de Turris e pubblicata da Bietti Edizioni, una specie di controstoria ipotetica del risorgimento italiano; e "La profondità strategica turca nel pensiero di Ahmet Davutoglu", testo edito dal centro studi Vox Populi, per il quale ha collaborato alla realizzazione del volume collettivo "Oltre Lepanto".