Anzitutto un consiglio: svuotate le vostre librerie mettendo al rogo, principalmente, i libri di storia. Non servono più ed occupano uno spazio inutile. Al loro posto potreste inserire i dvd del Grande Fratello, dell’Isola dei Famosi e di tutti i reality del globo, perfino quello di Trump e Briatore. Fatelo, casomai non ve ne foste accorti lo stanno già facendo al posto vostro martellandoci in ogni dove, dai media fino ai selfie, riempiendo teste e social in nome e per conto della nouvelle vogue. Anticipateli, dunque, allineandovi anzitempo alla moda. E’ il tempo dei cervelli offuscati, dal vaffanculo day al ramazza day nel baratro intellettivo ci stanno già gettando da anni. E’ la politica italica, bellezza! Ed allora diamo il via al al venghino-venghino, sparato tra una slide e l’altra dal briccone di Rignano sull’Arno, fino alle magliette gialle romane di ieri. Basta una cinepresa, in mancanza val bene un telefonino per registrare, et voila: il gioco è fatto. Seguendo questo filo (il)logico dovesse capitarvi un sussulto di antico romanticismo, per esempio aiutare una vecchietta per attraversare la strada, assicuratevi che qualcuno riprenda la scena. Ricordate: avrebbe più successo su YouTube nel caso, la nonnetta, rimanesse schiacciata da una macchina in transito. Valutate bene questa opportunità, dice che la fortuna passa una volta sola. Nel belpaese votato all’immagine qualcuno abbia la compiacenza di farmi capire come intende risolvere i problemi, se con una fotografia oppure con un movie, rigorosamente da pubblicare su facebook. Attenderò impaziente i selfie con la ndrangheta, la mafia, la camorra e la sacra corona unita. Farò il saltellino di gioia sulle pellicole per Piazza Salimbeni, Banca Etruria, l’Ilva e su tutti coloro che sono disoccupati e per coloro che dormono all’addiaccio. Metterò il mio like sui suicidi e lo smile sull’immigrazione incontrollata. Infine, noblesse oblige, userò tutti gli emoticon a disposizione sul caso CONSIP non dimenticando ogni ruberia in atto nello stivale. Una faccina non si nega a nessuno. Vivaddio: mi sono allineato! Adesso attendo, impaziente, la ricompensa. Capitemi: con la rabbia mangiavo solo il fegato, vorrei sedere al tavolo devo servono l’aragosta. Come per l’ultima visita di Obama, per esempio, una cifra oscena a cranio solo per sentirlo parlare. In altri casi avremmo visto i centri sociali mettere a soqquadro il dintorno, stavolta no: temevano di perdere la paghetta.

Dall’aragosta di Milano alla ramazza di Roma corrono poco più di 2 ore di eurostar, ieri la ramazza ma oggi sono già tornati tutti all’aragosta. Le ramazze le hanno lasciate agli spazzini. L’altro ieri ho avuto un sobbalzo che per poco ingoiavo la sigaretta in bocca: m’è successo vedendo Francesco Storace pubblicare sui social una finta telefonata con Maria Elena Boschi. Con faccia seria, Francesco da Cassino, s’è fatto riprendere per questa messinscena rallegrando chi s’ostina a dargli retta ma regalando un’altra perla di sgomento al sottoscritto rimasto basito dalla farsa. Quando un politico che dovrebbe essere un punto di riferimento per i militanti si presta alla supercazzola, con una finta telefonata diffusa in rete, significa che si sta raschiando il fondo del barile. Per l’amor del cielo, tutto vero quel che diceva Francesco ma non si fa così. Così si rischia pure il ridicolo. Almirante non lo avrebbe mai fatto, nemmeno sotto tortura. Altri stili, altri modi, altra destra. Perdonatemi: continuerò a coccolare lo sguardo con i libri di storia. Non ce la faccio ad allinearmi. Preferisco la rabbia ed il fegato, che non è così cattivo pensando all’alternativa. Così va il Belpaese da girone infernale dantesco dove, ahimé, di divino non è rimasto più nulla: solo la commedia.

Una commedia stanca in un replay d’idee confuse e dove lo stesso presidente della Repubblica recupera nella caccia di un untore che non esiste e non è mai esistito nei fatti truculenti: il fascista. Chiunque sia stato è un crimine orrendo, ha dichiarato il solerte Mattarella. Quando si arriva a uccidere i bambini si è al di sotto del genere umano”. Bisogna “accertare i responsabili e condannarli severamente”. Così le dichiarazioni, a caldo, del presidente della Repubblica Mattarella. Fin qui la notizia. Bene, bravo, applausi al presidente. Un piccolo appunto: anche i Fratelli Mattei erano ragazzini, Stefano aveva 8 anni appena. Pure loro morirono bruciati vivi. Pure per loro sono stati accertati i responsabili ma nessuno li ha mai condannati. Né severamente e nemmeno in castigo dietro la lavagna. Rei confessi, la Pubblica Accusa che aveva rinviato a giudizio Lollo, Grillo e Clavo, chiese la condanna all’ergastolo per strage. Il processo in Corte d’Assise si concluse il 15 giugno 1975 con l’assoluzione per insufficienza di prove degli imputati dalle accuse di incendio doloso e omicidio colposo. Ripeto: rei confessi, nonostante ciò assolti. Il reato è stato prescritto qualche anno fa. Ecco la panacea della rabbia che mi porto addosso: la disparità dei diritti, l’essere continuamente calpestati ed umiliati da uno stato infame.

Ps: inutile sottolineare che accertata la verità, per i ragazzini rom come per un altro fatto di cronaca recente ovvero la devastazione di un cimitero ebraico (responsabili sono stati dei ragazzini figli della sinistra radical chic, ma guai a parlarne), la notizia è stata occultata ed immediatamente dimenticata.

Così va il Belpaese dei compagni.

Marco Vannucci

Commenti

commenti

CONDIVIDI
Marco Vannucci
si dice che sia nato con la penna in mano e infatti, poco più che quindicenne, già scriveva per il Machiavelli di Giuseppe Niccolai, mensile diffuso in Toscana negli anni 70 conosciuto per mettere le birbe alla berlina. Storico ed idealista ma con occhio attento verso il futuro, si identifica nella cultura giacobina e nei moti di Carlo Pisacane. Crede nei valori disegnati da Georges Sorel prima e da Giorgio Almirante poi. Impegnato nel sociale aiuta i meno fortunati come volontario di una Onlus, amante degli animali vive in alta Lombardia con una terranova, la sua fidanzata per definizione, ed un gatto. Opinionista per alcuni settimanali di larga diffusione, da buon toscano agita la penna come una clava scagliandosi contro ogni tipo d'ingiustizia. Due figli dei quali ne va orgogliosamente fiero, il suo sogno nel cassetto è riunire la destra sociale.