I quotidiani di servizio aprono oggi con la notizia fondamentale delle lacrime di mamma Renzi preoccupata perché il suo bambino bugiardissimo, nella veste di statista, sgridava il padre per la vicenda delle intercettazioni telefoniche.  Come se il pupo non sapesse che il telefono era intercettato. Ma se i giornalisti di servizio si dedicano ai drammi famigliari del leader del Pd, gli italiani dovrebbero invece occuparsi dei drammi personali e del Paese. I drammi che emergono dai dati ufficiali del governo e delle sue strutture. Dunque, mentre il lattaio Padoan ed il compagno presidente di Confindustria blaterano di ripresa italiana, il Pil del primo trimestre cresce solo dello 0,2%, nonostante due giorni lavorativi in più che avrebbero dovuto favorire un maggior incremento. Al netto dell’inflazione e della crescita dei costi per i migranti (che peggiorano la situazione economica ma drogano il Pil), la crisi è evidente. Ma c’è un altro dato ancora più significativo: negli ultimi 10 anni i poveri italiani sono triplicati mentre un quarto dell’intera popolazione italiana è a rischio povertà. E questo già si sapeva.

Ma ciò che forse sfuggiva è che spendiamo 50 miliardi all’anno per contrastare questa povertà. Con risultati inesistenti. Per ogni milione di euro investito, emergono dalla povertà 39 persone. È il record negativo mondiale nel rapporto tra spesa e risultato. Il fallimento delle mancette del bugiardissimo e di tutte le altre misure create e spesso dimenticate. In un Paese serio la magistratura proverebbe a scoprire dove finiscono questi 50 miliardi, chi li intasca. In un Paese serio l’opposizione si sostituirebbe alla magistratura, se questa si ostinasse a non voler vedere. In Italia l’opposizione preferisce occuparsi dell’immondizia non raccolta. Molto più facile, non richiede analisi. Che poi non si saprebbe dove pubblicare..

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Augusto Grandi
è un giornalista e scrittore italiano. Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 Ore, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. È autore di "Un Galeone tra i monti" (pubblicato nel 2002 dall’Editore Musumeci), "Sistema Torino" (2002, Dario Musso Editore), "Sistema Piemonte" (Intergrafica), "Baci e bastonate" (2007, Edizioni Angolo Manzoni) e ha collaborato ai volumi "Monferrato" (1998), "Piemonte terra di emozioni, terra di golf" (2002), "Piemonte frontiere" (Label, 2004) e "Il Toro siamo noi" (2006). Nel mese di marzo 2008 è uscito, "Lassù i primi. La montagna che vince", pubblicato da Daniela Piazza Editore, un saggio sulle popolazioni alpine che intreccia valutazioni di taglio economico, sociologico e culturale. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e il premio "Giornalista solidarietà". Nel 2008 è stato premiato per la sua attività giornalistica dal "Museo del Gusto" di Frossasco e ha ottenuto il Premio GrinzaneMontagna per il saggio "Lassù i primi". Sempre nel 2008 ha ottenuto l'Anguillarino d'Argento per "Baci e bastonate" ed ha vinto il Premio Acqui Ambiente per il saggio "Lassù i primi". Nel dicembre del 2009, sempre per Daniela Piazza Editore, è uscito "Razz. Politici d'azzardo", un romanzo ambientato nel sottobosco della politica italiana. Nel 2010 gli sono stati assegnati il premio alla carriera "Officina delle idee" della Città di Rivarolo Canavese (Torino) e il premio alla carriera "Polesani nel mondo". Nel 2011, in coppia con Teresa Alquati, ha firmato "Eroi e cialtroni: 150 anni di controstoria", pubblicato da Politeia, nel quale si analizza in chiave critica la storia economica dell'Italia dall'unità a oggi. Nel 2012 ha pubblicato, con Daniele Lazzeri ed Andrea Marcigliano, "Il Grigiocrate, Mario Monti nell'era dei mediocri", per le edizioni Fuori Onda. È membro della giuria del "Premio Acqui Storia" 2011 nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio. Nel 2011 ha partecipato a due volumi collettivi: "Altri Risorgimenti", antologia ucronica curata da Gianfranco de Turris e pubblicata da Bietti Edizioni, una specie di controstoria ipotetica del risorgimento italiano; e "La profondità strategica turca nel pensiero di Ahmet Davutoglu", testo edito dal centro studi Vox Populi, per il quale ha collaborato alla realizzazione del volume collettivo "Oltre Lepanto".