Nel 2015 la Giunta provinciale ha stilato l’elenco dei beni contenenti amianto nel territorio provinciale per la gestione degli interventi di bonifica e controllo. A distanza di un anno e mezzo desta preoccupazione la situazione attuale di questi manufatti.

Ad affermarlo è il Consigliere Provinciale Filippo Degasperi (M5S), che continua: “una prova ne è il caso del complesso della ex-macera tabacchi nel Comune di Levico Terme e, fatto ancora più grave, è che si tratta di un immobile di proprietà della Provincia”. 

Una situazione, quest’ultima, che fa certamente riflettere e che nell’interesse collettivo torna a farsi nuovamente attuale. Leggendo la nota stampa ufficiale a firma Degasperi, è proprio quest’ultimo che ammonisce: “per preoccuparsi ulteriormente è sufficiente leggere la prima parte della delibera n. 2157 riferita alle situazioni critiche che necessitano di interventi urgenti e per i quali i Comuni avrebbero dovuto inviare un’apposita notifica ai proprietari con la comunicazione dell’obbligo della bonifica,  indicando il termine di 1 anno entro il quale avrebbero dovuto provvedere”. “Ciò significa – si legge ancora nella nota – che se tali operazioni non sono state concluse nel 2016, oggi ci troviamo di fronte non solo a situazioni molto critiche ma soprattutto pericolose per la salute pubblica come previsto nella stessa deliberazione”.

“Per questi motivi – prosegue ancora il Cons. Provinciale Degasperi – è stata depositata l’allegata interrogazione che intende far luce su tutti i casi nel territorio provinciale e chiarezza sul completamento del piano di bonifiche dell’amianto previsto nella deliberazione del 2015″.

L’interrogazione del Consigliere, dal titolo Beni contenenti amianto sul territorio provinciale: a che punto sono le bonifiche? e rivolta al Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti, riguarda una precedente interrogazione (La DGP n. 2157 del 27 novembre 2015) che tratta l’elenco e la gestione dei beni contenenti amianto nel territorio provinciale. In essa sono state riportate anche alcune tabelle contenenti situazioni critiche, di beni pubblici e privati, che necessitano di urgenti bonifiche a causa dell’accertata pericolosità per la salute pubblica in applicazione dei criteri previsti dall’art. 45 ter, comma 2, lettera d) del D.P.G.P. 26 gennaio 1987 n. 1-41/Leg.

Così come si continua a leggere, “visto che a seguito dell’ufficializzazione dei sopracitati elenchi:

  • per gli immobili di cui alla Tabella 1 il Comune, in applicazione all’art. 45 sexies co. 3 e dell’art. 90, comma 3 del Testo unico provinciale sulla tutela dell’ambiente dagli inquinamenti, deve inviare apposita notifica ai proprietari con la comunicazione dell’obbligo della bonifica, indicando il termine di 1 anno entro il quale devono provvedere altrimenti, decorsi inutilmente tali termini, verrà applicato il comma 5 del sopracitato art. 90 e art. 91, come previsto dall’art. 45 sexies, comma 3 (sostituzione dell’ente pubblico al privato per la bonifica con il conseguente recupero delle spese sostenute);
  • per gli immobili di cui alla Tabella 2 il Comune, nel caso in cui alla dichiarazione di inizio dei lavori non segua la conclusione degli stessi e la bonifica totale del sito, si deve dare applicazione all’art. 90, commi 3 e 5 e art. 91;
  • per tutti gli immobili di cui alla Tabella 3, il Comune verifica la conclusione dei lavori o nel caso in cui i lavori non siano iniziati verificherà la rivalutazione dell’indice di degrado dei siti con frequenza triennale, in capo al proprietario dell’immobile, rispetto alla data del primo sopralluogo;
  • deve essere avviata una campagna di informazione pubblica sulla mappatura dei beni contenenti amianto e sui rischi per la salute, anche attraverso opuscoli informativi, e dando indicazione dei riferimenti istituzionali utili per la popolazione.

E ancora: “Appurato che vi sono dei casi urgenti sia in capo a privati sia al pubblico, per esempio il complesso della ex-macera tabacchi nel Comune di Levico e di proprietà della Provincia, che con un tetto in cemento-amianto di circa 60 metri quadrati è segnalato come pericoloso e inserito nel censimento inviato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

  1. quanti e quali sono i beni contenenti amianto di proprietà della Provincia e inseriti tra quelli pericolosi e da bonificare urgentemente?;
  2. a che punto sono le bonifiche urgenti dei beni elencati nella Tabella 1 considerato il termine per provvedere è di 1 anno e che la data della DGP n. 2157 era il 27 novembre 2015;
  3. a che punto sono i lavori di bonifica dei beni elencati nella Tabella 2;
  4. a che punto sono i lavori e le verifiche dei beni elencati nella Tabella 3;
  5. quante e quali campagne informative pubbliche sono state avviate e concluse sul territori provinciale e in quali Comuni;
  6. dove, quanti, quali interventi ha dovuto sostenere la Provincia o i Comuni in sostituzione dei privati e per quale ammontare di spese e se queste ultime siano state recuperate e in che percentuale.

Ha infine concluso nell’interrogazione il Cons. Prov. Filippo Degasperi (M5S).

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