La riduzione da quattro a due anni della residenza continuativa nel territorio regionale per potere esercitare il diritto di voto? La proposta rilanciata oggi sulla stampa in lingua tedesca dal coordinatore della Svp nella Convenzione per l’Autonomia Andreas Widmann è fumo negli occhi.

Ad affermarlo è Alessandro Urzì, L’Alto Adige nel Cuore, che prosegue: “L’ingiustizia dei quattro anni di residenza rimane una ingiustizia anche se ridotta a due (o ad un anno come nella vicina provincia di Trento)”.

Se per assurdo – si legge ancora nella nota a firma Urzì – domani il Presidente della Repubblica si trasferisse a Bolzano non potrebbe votare con la legge attuale per quattro anni e per due con quella che la Svp attraverso la sua longa manus nella Convenzione per l’autonomia adesso propone”.

“In cambio di questo specchietto per le allodole? Sostanzialmente una sorta di autodeterminazione interna, ossia una autonomia integrale che renderebbe la adesione dell’Alto Adige all’Italia un fatto puramente formale”.

“In questo senso – si legge ancora – va la richiesta di abolire la figura del Commissariato del Governo, un anello di congiunzione e coordinamento fra governo nazionale e livello amministrativo locale. La Svp ritiene di non doversi collegare a nulla e di bastare a se stessa. Tanto da proporre anche la propria forza di polizia provinciale e l’abbattimento della Regione.”

E ancora: “A consolare una annotazione fondamentale: quello che è stato oggi presentato attraverso la stampa di lingua tedesca non è la posizione della Convenzione per l’Autonomia ma è un orientamento emerso all’interno della Convenzione attraverso la congiunzione fra area Svp e frange più radicali. Sono emerse però anche posizioni più moderate e ragionate che troveranno espressione in documenti di sintesi di minoranza, ma pur sempre fondamentali”.

Concludendo: “La visione dell’Alto Adige che se ne va dall’Italia insomma non è posizione condivisa da tutti, anche di lingua tedesca. Così come nella società altoatesina anche nella Convenzione”.

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