Alla vigilia dell’anniversario del tentato golpe del 2016 la Turchia è teatro della più grande manifestazione di massa contro Recep Tayyp Erdogan degli ultimi anni.

Un centinaia di migliaia di persone, secondo alcune stime un milione, sono confluite a Maltepe, nella parte asiatica di Istanbul per la “marcia della giustizia”.

Una risposta niente male all’appello di Kemal Kilicdaroglu, il leader del Chp, il Partito Repubblicano Popolare: una delle principali forze di opposizione. Nonostante il “dittatoriale” Erdogan, dopo il recente tentato golpe, abbia goduto dell’appoggio del popolo (dimostrato in variegate occasioni). 

Ma questa volta a riunirsi in piazza sono scese centinaia di migliaia di persone con l’intento di chiedere la liberazione degli esponenti del Chp arrestati nelle ultime settimane e la fine dello stato d’emergenza che schiaccia la Turchia esattamente da un anno. Due richieste che hanno riacceso in Turchia ciò che non si vedeva dal 2013, quando a Istanbul in piazza  Taksim si riunirono migliaia di persone scese in protesta.

Anche allora, a provocare la manifestazione di massa fu l’opposizione, scesa a manifestare dopo l’arresto di un parlamentare repubblicano popolare in piazza a Maltese, dove di solito è Erdogan a mobilitare folle oceaniche.

Oggi, tuttavia, il presidente turco si trova costretto ad accusare Kilicdaroglu di intelligenza con le forze del terrorismo e del golpe gulemista del 15 luglio 2016.

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