Referendum sull’indipendenza: Madrid minaccia l’invio dell’esercito in Catalogna

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Il referendum proposto dal Presidente della Generalitat Carles Puigdemont ha animato il dibattito politico all’interno della monarchia. Il governo guidato da Mariano Rajoy ha, fin da subito, dichiarato la sua ferma volontà di fermare la consultazione referendaria inizialmente basandosi sul parere di incostituzionalità da parte del Tribunal Constitucional de España, in quanto la territorialità spagnola non ammette secessioni: l’unità del Regno è infatti il fondamento indiscutibile. Il governo inoltre ha minacciato forti sanzioni economiche in caso di rottura accompagnati dai processi che vedono come imputati gli indipendentisti. Nonostante ciò, la Generalitat ha deciso di indire il referendum per la sovranità il 1 ottobre 2017, costringendo Madrid a valutare l’opzione di inviare l’Ejército de Tierra per far cambiare idea a Barcellona.

In questa direzione sono state rilasciate le parole del Ministro della Difesa Maria Dolores Cospedal lo scorso martedì 4 luglio, in occasione delle celebrazioni per i quarant’anni del suo Ministero, affermando: “In terra, in mare e in cielo, le Forze Armate e della Guardia Civile sono presenti dove bisogna proteggere i valori della democrazia e della Costituzione, ma anche l’integrità e la sovranità”. Le ultime parole erano un chiarissimo riferimento alla questione catalana, aggiungendo inoltre che “ogni volta che la Spagna ha avuto bisogno delle Forze Armate, queste hanno risposto immediatamente”.

Gli indipendentisti catalani hanno interpretato, nelle parole del Ministro Cospedal, il messaggio che in caso di indizione o di vittoria del referendum verrebbe mobilitato l’esercito nella Regione. Il Presidente della Generalitat Puigdemont afferma di non lasciarsi intimorire da questi messaggi, ma da un certo periodo il Ministero della Difesa invia messaggi con lo scopo di ricordare l’importanza delle forze armate come istituzioni volte al mantenimento dell’ordine e della integrità spagnola. Questi messaggi sono stati recepiti con favore da parte dello Stato Maggiore dell’Esercito spagnolo in quanto secondo l’articolo VIII della Costituzione spagnola “le Forze Armate, costituite dall’Esercito, dalla Marina e dall’Aeronautica, hanno come missione di garantire la sovranità e l’indipendenza della Spagna, difenderne l’integrità territoriale e l’ordinamento costituzionale”.

Rimane da sperare che la politica e l’arte del compromesso riescano a compiere efficacemente il loro compito evitando che si venga a generare una situazione di violenza in un paese europeo in cui il ricordo della Guerra Civile del 1936-1939 è ancora molto forte nel popolo spagnolo.

Stefano Peverati

[Photocredit: LQT Defensa]

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Stefano Peverati
Classe 1994, nato a Rovigo ma cresciuto nel ferrarese. Laureando presso la facoltà di Scienze Internazionali Diplomatiche dell’Università di Bologna, Campus di Forlì.