Pierluigi Bersani torna a farsi sentire con una novità: rilancia il Sessantotto. Già, la proposta lanciata dall’ex segretario del PD può risultare affascinante, ma detta da lui è inaccettabile. Ci vuole un sessantotto sovranista, un sessantotto che ridia autonomia agli Stati da un’Unione europea cieca e autoritaria.

Ci si può ispirare alla Primavera di Praga, che fu una contestazione riformista che nacque dal coraggio dei cecoslovacchi, dalla presa di coscienza della violazione della loro libertà da parte della Russia comunista e autoritaria, un pò come l’Unione europea di oggi.

Proprio per questo coraggio, per lo spirito che animò la resistenza cecoslovacca che, pur cosciente di essere disarmata, continuò incessantemente la sua lotta per la sovranità.

Il coraggioso tentativo di introdurre elementi di democrazia nel sistema nel sistema cecoslovacco durò dal Gennaio all’Agosto del ’68 grazie alla politica di Dubcek.

Ci vogliono però due cose: gli intellettuali e la forza per resistere. La Primavera di Praga non fu capace di resistere alla violenza delle truppe del “PATTO DI VARSAVIA” che a partire dal Maggio del ’68, iniziarono una frenetica consultazione che finirono con l’invasione del Paese europeo.

Per conquistare i voti dei giovani Bersani ha lanciato le sue frecce (le chiama proprio così): “Stop allo sfruttamento, nuove norme contro i licenziamenti, stop all’allungamento dell’età pensionabile, perché siamo andati troppo oltre e l’aspettativa di vita sta rallentando. Risposte precise ai 12 milioni di italiani che faticano ad accedere alle cure mediche”.

Ma caro Bersani, è stato anche lei a permettere questa situazione quando ha sostenuto Mario Monti e ha cercato per un’intera campagna elettorale, quella del 2013, di allearsi con lui a seggi chiusi, sconvolgendo tutti. Proprio questo comportamento ha causato la sua sconfitta politica, se non se ne è ancora accorto, perchè proporre alleanze con gli oligarchi europei mal viene visto da tutti coloro che cercano benessere e autonomia. 

Dalle sue parti, ovvero da quelle dei nostalgici di Sinistra, non può più venire alcuna rivoluzione culturale perchè ormai siete compromessi. Il sessantotto parigino, quello tanto caro a te e ai tuoi compagni, è stato alla prova dei fatti di un fallimento. L’unico sessantotto ipotizzabile oggi, ma che a Lei è ostile, è quello di Praga, quella rivolta spontanea e sovranista voluta da persone che si oppongono all’internazionalismo dei suoi compagni e amano solo la parola Patria e Identità.

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Raimondo Frau
Quadro Dirigente in società multinazionale si occupa di organizzazione e gestione di reti aziendali in partnership, esperto CasaClima e Sicurezza sul lavoro è Presidente dell'Associazione Culturale Secolo Trentino - La Terra degli Avi ed Editore de "Secolo Trentino". Ha ricoperto importanti ruoli politico-gestionali in seno all'area di Centrodestra.