Alla fine anche il Partito Democratico ha capito che gli italiani non vogliono lo ius soli.  Paolo Gentiloni ieri ha deciso che quella sullo ius soli è precisamente non una prorità: meglio soprassedere e tornare a parlarne alla ripresa, dopo l’imminente pausa estiva, che rischiare la crisi di governo. Il premier ha naturalmente informato della decisione Matteo Renzi, mettendo in fila gli elementi che sconsigliavano di andare avanti.

Il primo – e fondamentale – riguarda la volontà degli italiani che in questo mese ha manifestato un’unanime contrarietà all’approvazione di una legge che avrebbe distrutto il concetto di cittadinanza, il secondo elemento riguarda il serio rischio di una bocciatura del provvedimento in Senato, con conseguente caduta dell’esecutivo.

Le ragioni sono diverse ed evidenti, ma una balza decisamente agli occhi: nel giro di 48 ore, infatti, Renzi ha visto o bocciare – o per il momento archiviare – due dei suoi più freschi cavalli di battaglia: la richiesta di una radicale revisione del Fiscal compact e una nuova linea sull’immigrazione che, animata dall’ormai noto «aiutiamoli a casa loro», aveva proprio nello ius soli il suo riequilibrio a sinistra. Si tratta di due stop dolorosi, anche – se non soprattutto – per i protagonisti e le ragioni che li hanno imposti.

 I nemici dello ius soli non sono stati solo i sovranisti, ma anche i centristi (si pensi agli ultimi scontri con Alfano e Monti),e lo stesso Partito Democratico.

 

Contrari allo stop del governo le Ong. “La riforma dello ius soli non può essere tradita. Se un governo rischia di cadere su una legge così importante e di buon senso, significa che la nostra classe politica non è al passo coi tempi”. Paolo Rozera, direttore da due anni di Unicef Italia, a fine giugno ha firmato un appello a favore della “nuova cittadinanza” assieme a Save the Children e Rete G2. Oggi segue con preoccupazione le fibrillazioni politiche attorno alla legge, ma non perde la fiducia: “Confido che queste norme finalmente passino, altrimenti si correrebbe il rischio di un distacco tra vita reale e vita politica”.

Commenti

commenti

CONDIVIDI
Giorgio Cegnolli
Sono il lato oscuro di chi vuole verità. Amo essere polemico e parlare senza peli sulla lingua