Dopo la pensione? La valigia. Perché di fronte alla prospettiva di assegni sempre più bassi, più di due trentini su tre (69%) si dicono disposti addirittura a trasferirsi all’estero per poter mantenere uno stile di vita simile a quello attuale e trovare un ambiente e servizi più adatti alla terza età, senza trascurare la possibilità di fare nuove, piacevoli esperienze.

È il quadro che emerge dall’Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare1.

Il 41% degli abitanti di Trento, infatti, teme che la propria pensione non sarà sufficiente a mantenere un tenore di vita adeguato una volta usciti dal mondo del lavoro, e un ulteriore 30% vede molta incertezza all’orizzonte.

Fra i principali timori, quelli di non riuscire a dare sostegno economico a figli e nipoti (40%) e anzi dover gravare economicamente sulla famiglia anche per le necessità quotidiane (36%), non poter sostenere le spese mediche di cui si potrebbe aver bisogno andando in là con gli anni (32%), o persino cadere in povertà assoluta (30%).

Non si tratta solo di pessimismo. A gettare ombre sul futuro pensionistico dei trentini sono anche le problematicità del presente, a partire dall’instabilità dello scenario economico (36%), dalla precarietà del lavoro (34%) e da una generale difficoltà a risparmiare per la vecchiaia (34%). Incidono anche il timore di imprevisti e spese straordinarie, che costringano a metter mano al portafoglio anzitempo (32%) e l’incertezza legata al quadro normativo del momento (32%).

Ma quali sono le misure di welfare a cui guardano gli abitanti di Trento per integrare la pensione e prepararsi agli anni della vecchiaia? Oltre la metà dei trentini (62%) punterebbe sulla previdenza complementare: di questi, il 55% con un fondo pensione, il 34% con un piano individuale di risparmio e il restante 10% stipulerebbe una polizza assicurativa. Ciò che conta, dicono gli abitanti di Trento, è pensarci per tempo, fin da giovani (43%) o da quando si inizia la propria carriera lavorativa (30%).

Se il 23% dei trentini investirebbe nel mattone, per il 28% la soluzione è tenere i soldi sul proprio conto corrente, mentre per una quota analoga la soluzione è investire i propri risparmi sul mercato finanziario.

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